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| RASSEGNA
STAMPA |

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(da Glamour di Febbraio 2003)
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da www.turistipercaso.org
- 27 novembre 2002
di Michele
Ferrero
Non so se “Bugo è uno di noi”, ma Gianni Ansaldi lo è sicuramente. Impegnato Mercoledì sera contro Massimo Ciavarro nel secondo episodio di “Sapore di mare“, Giovedì, come segnalato, si segnala come autentico interprete ad honorem di turistipercaso. No, non voglio promozionare un personaggio che, peraltro, non ha bisogno della mia benevola critica, ma voglio solo
spiegare alla crew che l’attore genovese, ne l suo ultimo lavoro, “Le Parole di Giampiero Orselli per le fotografie di Gianni Ansaldi”, ricalca in pieno la nostra filosofia. Innanzitutto scatti dal mondo, Spagna, Svizzera, Parigi, New York (“si addormentò in un cinema di Salita San Matteo e si risvegliò nella quinta strada di New York”), un circuito, per caso, in cui l’artista, come l’archivista, non immortala ciò che c’è, ma ciò che vede, fornendo una didascalia in diretta, ancora più per caso, coadiuvato dal simpatico Orselli. Lo slide show prosegue in una performance che calamita gli intervenuti, un’arguta sequenza di image+words strettamente imparentata con la metodologia delle nostre schede di viaggio. Ansaldi utilizza il mouse come estensione del suo schema mentale archivistico, il monitor come finestrino di un treno ad alta velocità, schermate che catalizzano l’attenzione degli astanti e incuriosiscono anche il sottoscritto il quale, come ben sapete, è restio ad ammettere che qualcosa funzioni.
E l’ex fidanza virtuale di Virna Lisi, sempre pronto ad elargire la giusta battuta, alla fine della sua presentazione, mi dice: Allora hai resistito?, sottinteso, ma non ti sei ancora rotto i coglioni? Beh, concedetemelo, quest’uomo è un grande.
I do not know if "Bugo is one of we", but Gianni Ansaldi it is sure. Engaged Wednesday evening against Ciavarro Maximum in according to episode of "Sapore of sea", Thursday, like marked, marks it like authentic interpreter to honorem of turistipercaso. Not, I do not want to promozionare a personage that, moreover, it does not have need of my benevolent critic, but want to only explain to the crew that l’attore genovese, in its last job “Le Words of Giampiero Orselli for the photographies of Gianni Ansaldi2, it traces in full load our philosophy. In the first place releases from the world, Spain, Switzerland, Paris, New York ("si addormentò in a Saint cinema of Climb Matteo and risvegliò in the fifth
road of New York"), a circuit, for case, in which l'artista, like l'archivista, not immortala that that c'è, but that that it sees, supplying one didascalia in directed, still more for case, coadiuvato from the likeable Orselli. The slide show it continues in a performance that magnetizes the taken part ones, un'arguta sequence of image+words closely become related with the methodology of our cards of travel. Ansaldi uses mouse like extension of the its archival mental outline, monitor like window of a train to high speed, shielded that they catalyze l’attenzione of the bystanders and incuriosiscono also the undersigned which, like very sapete, is restio to admit that something functions. And l’ex virtual fidanza of Virna Lisi, always ready to lavish just the battered one, to the end of its presentation, says to me: Then you have resistito, sottinteso, but not you six broken anchor the coglioni? Beh, you grant it to me, quest'uomo is a large one.
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IL SECOLO XIX - 01/12/2001
Ancora
una volta il rapporto imamgine-parola privilegia, con le sue reciprocità
di senso, l'articolarsi di una sorta di sceno-pittura che richiede al
destinatario, com'è nel caso delle opere di Gianni Ansaldi esposte alla
Galleria San Lorenzo nell'atrio di Palazzo Ducale, una collaborazione
particolare: quella della partecipazione cosciente alla "carrellata
vertiginosa di evocazioni culturali". Pur essendo le proposte della
Poesia Visiva e, in generale, le esperienze condotte fra immagini e parole
sui più avanzati canali comunicativi datate attorno agli anni '60/'80, le
invenzioni poetiche e fotografiche di Ansaldi rivelano, nell'attuale coro
assordante dell'informazione mass-mediatica, un modo inedito di
significazione metaforica e simbolica, attestandosi esse in uno spazio che
aggiunge, alle connotazioni tradizionali, un territorio espressivo nuovo,
tutto da esplorare, anche perché introduce, fra le componenti figurali e
quelle verbali, la consistenza materiale della rivelazione surreale.
(Germano
Beringheli)
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la Repubblica-Il Lavoro 24/11/2001
BIGLIETTI
SIGNIFICATIVI TRA LE MANI DI ANSALDI
di Stefano
Bigazzi
Prorogata alla
Galleria San Lorenzo - Porticato Minore, Palazzo Ducale, la personale di
Gianni Ansaldi "POSATIVISMO DIALETTICO". Fotografie e testo, in
assoluta solitudine (sono nei locali della galleria altre opere di Ansaldi,
con poesie di Orselli), stavolta.
Un
originale campionario di evocazioni, che incontrano ampio spettro della
letteratura, da Cecco Angiolieri a Tristan Tzara, in un ordinato
guazzabuglio di immagini e parole.
Mani che sullo
sfondo di scorci di città sorreggono biglietti, appunti, citazioni: non
si vede anima viva, organismo vivente sono le dita, in bianco e nero,
contro il colore del paesaggio urbano, il silenzio. Qui discorrono gli
aforismi dell'autore ermetici, per lo più: ne sfuggono i significati,
emergono nel testo di ciascuna opera in tanto di personaggi e
riferimenti ciascuna opera offre comunque squarci in cui organizzare
la lettura: nella poesia in duplice piano, un gioco di memoria,
suggestione, che Ansaldi propone, senza disporre: allo spettatore la
libertà di giocare. Sino al 28 Novembre, dal martedì al sabato, ore
10-19.30. Ingresso libero.
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la Repubblica-Il Lavoro 26/01/2001
COPPIA
SCATTANTE
In giro per il mondo
a cercare suggestioni
Gianni Ansaldi e Giampiero Orselli, un duo insolito
ma più che geniale, consacrato da una nuova mostra
di STEFANO TETTAMANTI
HANNO un marchio che Dolce&Gabbana neanche si sognano (non a caso lo
hanno commissionato a Roberta Lagustena, grafica di talento e cultura
assoluti).
Possiedono il sito internet d’ordinanza (www.ansaldi.it)
attraverso il quale fanno ecommerce delle loro opere, da bravi
imprenditori di se stessi.Per definire con precisione la natura del loro lavoro si può ricorrere
direttamente alla ragione sociale che si legge nel logo della ditta: «le
parole di giampiero orselli per le fotografie di gianni ansaldi», tutto
minuscolo che è più elegante.
Le loro biografie sembrano preparate da un consumato press agent, ma loro
giurano che sono vere. In breve: Gianni Ansaldi, 42 anni, diplomato alla
scuola di recitazione dello Stabile di Genova di Marco Sciaccaluga, dopo
anni di nobile gavetta teatrale, conosce un successo travolgente grazie
alla memorabile (senza scherzi, dopo quasi vent’anni se la ricordano
ancora in molti) interpretazione del fidanzato di Isabella Ferrari in «Sapore
di mare» di Carlo Vanzina e «Sapore di mare un anno dopo» di Bruno
Cortini. 
Cabarettista al Derby di Milano e alla televisione («Popcorn»
su Canale 5), quando è all’apice del successo improvvisamente Ansaldi
si ritira a vita privata e ne riemerge una ventina d’anni dopo, con a
tracolla una macchina fotografica e sottobraccio Giampiero Orselli. II
quale (anch’egli genovese e solo di pochi mesi più giovane del sodale)
dopo aver praticato ogni genere di scrittura (commedie, canzoni, testi di
cabaret, guide turistiche e musicali, limerick, diari scolastici — il
celeberrimo «Sottobanco» è opera sua — fumetti, cataloghi d’arte,
sceneggiature, programmi televisivi), approda al romanzo e pubblica due
libri di ispirazione beatlesiana, «Helter Skelter. II primo romanzo a
quadretti» (Italpapers, 1998) e «Quando ero un Beatles. La vera storia
di Pete Best, il primo batterista dei Beatles». Nel frattempo ha
cominciato a tener allenata la fantasia sulle immagini scattate
dall’amico Ansaldi.
Nonostante qualche veniale indulgenza alle esigenze della comunicazione e
del marketing, Gianni Ansaldi e Giampiero Orselli sono la coppia di
artisti genovesi più interessante e originale degli ultimi anni. A voler
banalizzare, come i militi della Benemerita delle barzellette, uno
(Ansaldi) sa leggere/guardare e l’altro (Orselli) sa descrivere. Dai
rispettivi talenti scaturiscono immagini fotografiche che Ansaldi, armato
di rara sensibilità e ironia, scatta in giro per il mondo e poi consegna
a Orselli perché l’amico vi scovi un senso fantastico, un sogno,
un’avventura, un piccolo segreto, e li sveli attraverso il racconto
della parola scritta. Il risultato finale è un’opera nuova di autonomo
senso compiuto che non si sa se definire fotostoria o prosa visiva. Fatto
sta che le fotografie di Ansaldi e i raccontibonsai di Orselli, uniti
inscindibilmente fra loro ma allo stesso tempo capaci di rimbalzarsi
reciprocamente addosso in un gioco di specchi ed echi che moltiplicano
all’infinito i piani di lettura, trasmettono il profumo, lieve e
persistente, dell’opera d’arte.
Non è difficile trovare nobili ascendenze al lavoro di
Ansaldi&Orselli: sono infiniti i filoni dell’arte novecentesca che
si sono interrogati sul rapporto tra parola e immagine e che hanno scelto
come terreno di operazioni quello al confine tra arti visive e letteratura
(per limitarsi all’ambito genovese si possono almeno ricordare le
esperienze di Ugo Carrega e Martino Oberto i quali nel 1965 avviarono le
pubblicazioni di «Tool», quaderni di scrittura simbiotica che indagavano
le sovrapposizioni fra segni linguistici diversi). Ma forse, e non sembri
una diminuzione, la parentela più convincente per il lavoro di
Ansaldi&Orselli la si trova in qualche campagna pubblicitaria in cui
la dialettica immaginetesto trova sintesi particolarmente felici. E questo
anche se le parole di Orselli evitano con eleganza la tentazione del
copywriting e il bianco e nero di Ansaldi difende un’idea di poetica
sobria fino alla ruvidezza, quasi antitetica rispetto alle patinature di
certa pubblicità.
Dopo la mostra d’esordio «Un immenso pescecane andato a male»,
meritevolmente organizzata nel 1999 nei saloni di Palazzo Spinola dalla
Provincia di Genova, e altre esposizioni in ambito regionale, e ormai in
procinto di approdare alla prestigiosa Galleria Blanchaert di Milano, le
opere del duo Ansaldi&Orselli sono oggi visibili presso la Galleria
San Lorenzo al Ducale.
Sotto il benevolente sguardo di Roberto Licata è possibile conoscere i
luoghi fisici in cui si esercitano l’occhio di Ansaldi e il talento
affabulatorio di Orselli: il centro storico genovese e la Parigi
pennacchiana, Manhattan e Brooklin e molti altri mondi (Milano,
Barcellona, Firenze, Lugano). In aggiunta agli originari «multipli su
Fabriano», ciascuno tirato in 39 copie, oggi vengono declinati anche
nelle versioni «cahiersflaneurs», cioè quaderni a quadretti dai bordi
rossi aperti su una pagina in cui appaiono, affiancati e debitamente
autenticati dai due artisti, fotografia e testo, o «verresflaneurs»,
dove la foto è inscatolata in una profonda cornice e sul vetro è
impresso, a caratteri tipografici e in colori brillanti, il testo,
entrambi riprodotti ciascuno in 13 esemplari numerati.
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IL
PONENTINO – Febbraio 2000
Al
Centro Universitario del Ponente
mostra
di immagini e... parole
Ancora un successo nell’azione del Centro
Universitario del Ponente per il rilancio di Pegli: essere riusciti a
portare la mostra “Le parole di Giampiero Orselli per le immagini di
Gianni Ansaldi” nei locali del Centro Culturale Pegliese a fine gennaio,
col patrocinio della Provincia di Genova.
Una mostra veramente speciale: uno scrittore e
un fotografo, entrambi valenti nel loro campo, si incontrano e abbinando
immagini e parole, danno origine a un percorso di incontri, realizzato
fissando la quotidianità vissuta nella periferie metropolitane di Parigi
e New York. Il visitatore, già osservando le prime opere, è catturato
dalla magia di questo viaggio nelle situazioni esistenziali d’esseri e
cose, fissate per sempre con l’inquadratura della camera e descritte in
maniera che va oltre il senso stesso dell’immagine, svelando sensazioni
impensate, a volte già vissute, ma mai così focalizzate. E il
visitatore, preso dalla lettura dell’immagine e dalla visione delle
parole, completa il percorso con la percezione d’essere stato partecipe
di una vicenda, o storia, o avventura fatta di sensazione e
immedesimazione.
Si, una mostra oltre gli schemi, veramente
insolita e piacevole! Bravi gli autori, bravi i soci del C.U.P. per
avercela proposta! |
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la Repubblica-Il Lavoro
31/01/2000
Foto
più parole per la vita quotidiana
di Elisa Picchio
E' stata inaugurata venerdì
scorso e proseguirà fino al 5 febbraio la mostra fotografica di Gianni
Ansaldi, al Centro Culturale Pegliese in via Lungomare 24. Le splendide
foto in bianco e nero di Ansaldi sono accompagnate dalle didascalie di
Giampiero Orselli, così dall'incontro del fotografo con lo scrittore è
nata una delle mostre più insolite della Provincia di Genova in
collaborazione con il Centro Universitario del Ponente.
Le foto raffigurano spaccati di
vita che quotidianamente incontriamo, scene urbane che possono essere di
Genova come di Parigi, metropolitane e treni, scale e strade, ma al centro
di tutto l'uomo.
Le didascalie sono al limite
tra la battuta e la riflessione, spesso sono quello che, secondo lo
scrittore, passa per la testa delle persone immortalate dalla macchine
fotografica, sono commenti romanzati di un'immagine, sono poesia. Questa
unione di immagini e parole nasce dall'esigenza di andare contro una
comune abitudine, quella di camminare senza vedere né sentire. Qui il
guardare e il leggere sono un tutt'uno, non si sa cosa fare prima. La
didascalia che da il nome alla mostra è scritta sotto la foto di due
donne sudamericane, sedute su una scala a guardare in strada. |
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IL
SECOLO XIX - 28 gennaio 2000
Quando
le immagini di Ansaldi
incontrano
le parole di Orselli

Genova
- Le immagini di Gianni Ansaldi imprigionano con l’occhio attento e a
volte scanzonato del fotografo uno spaccato del mondo. Accostate alle
parole di Giampiero Orselli riempiono quello spaccato, lo animano, lo
rendono unico. Nasce così la mostra “Un immenso pescecane andato a
male”, dal sottotitolo “Le parole di Giampiero Orselli per le
fotografie di Gianni Ansaldi”, invitante percorso a ostacoli tra i
“clic” rubati dall’obbiettivo del fotografo in tutto il mondo e la
parole rubate al mondo e a quelle immagini dallo scrittore. Un itinerario
che non poteva non toccare Genova. E la foto in alto, scattata in via
Gramsci, recita così nella rilettura di Orselli: “Il riflesso del sole
su quella schiena nuda mia abbagliò per una frazione di secondo. Il tempo
di andare a finire contro il camion della spazzatura” (dal verbale delle
assicurazioni). La mostra, promossa dal Centro Universitario del Ponente,
verrà inaugurata oggi alle 17.30 al Centro Culturale Pegliese, (lungomare
di Pegli 24) e resterà aperta domani e domenica. L’esposizione osserverà
il seguente orario: dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 20.
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LA
STAMPA - giovedì 13 maggio 1999
Genova
immenso pescecane
Orselli
e Ansaldi: parole e foto
per
raccontare una città diversa
Genova - I destini e le diverse culture di una
città e della provincia dentro un viaggio che fa, disfa, sovrappone e
unisce immagini e tante storie diverse. La città di cui si parla è
proprio Genova, il viaggio è quello compiuto da Gianni Ansaldi,
professionista genovese, fotografo (bravissimo) quasi per caso con tante
esperienze artistiche alle spalle (ha lavorato, fra l’altro con lo
Stabile di Genova e interpretato diversi film dei Vanzina, nella fortunata
serie “Sapore di mare” e da Giampiero Orselli, scrittore di thriller,
fumetti, commedie, canzoni e quant’altro. Ansaldi e Orselli, alla fine
del loro viaggio, hanno raccolto le loro cose migliori e hanno dato vita
alla curiosa mostra fotografica “Un immenso pescecane andato a male”
che sarà ospitata fino a sabato 22 maggio, nel loggiato di Palazzo Doria
Spinola, in Largo Eros Lanfranco, sede della Prefettura e del Consiglio
provinciale.Una mostra giocata fra realtà e fantasia, con fotogrammi e
testi intriganti che hanno convinto l’assessore alla Cultura della
Provincia, Gabriella Ayraldi a sceglierla per inaugurare il progetto
“Descrivere il mondo”, dedicato a un genovesato che nei secoli si è
sempre caratterizzato come una regione di transito di importanti fenomeni
migratori.
Ogni istantanea, rigorosamente in bianco e
nero, dai gatti di Brooklin che guardano quelli di Genova, dall’Empire
State Building alla Belleville di Pennac, invita i visitatori a vivere un
sogno a occhi bene aperti, davanti alle splendide fotografie esposte e a
quelle che abbiamo in testa. La mostra “Un immenso pescecane andato a
male” è aperta sino al 22 maggio, dal lunedì al venerdì tra le 9 e le
18.30, al sabato dalle 9 alle 13. L’ingresso alla mostra è libero.
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APPUNTAMENTO
A GENOVA - Maggio 1999
Un
immenso pescecane andato a male
Dal
10 al 22 Maggio a Genova a Palazzo Doria Spinola, loggiato inferiore
di
Marzio Angiolani
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Due
amici, forse vecchi amici, viaggiano, assieme. Uno macina chilometri
saltando sugli aerei, vede palazzi e città, mondi e culture, ma
soprattutto persone. Strade e persone. Viaggia sempre con una macchina
fotografica davanti all’occhio. E torna a casa con le valigie cariche di
fogli silenziosi in bianco e nero. Così, senza colori e senza parole.
L’altro
amico, sicuramente vecchio amico, viaggia stando seduto alla scrivania
della sua casa nei vicoli. Una di quelle case di Genova che nascono senza
una strada sotto, chiuse al mondo, senza neppure il citofono. Lui sta
seduto a fissare quelle foto mute in bianco e nero e lì inizia a
viaggiare e pensa ad ogni immagine come a un fotogramma di un film che non
verrà mai raccontato né girato.
Nasce
così la mostra Un immenso pescecane andato a male
, dal sottotitolo Le parole di Giampiero Orselli per le fotografie
di Gianni Ansaldi, interessante percorso ad ostacoli
tra le immagini rubate dall’occhio del fotografo in tutto il mondo
e le parole rubate al mondo e a quelle immagini dallo scrittore. E allora
è divertente inseguire i due amici e scoprire che Gianni Ansaldi,
dal nome forse non a tutti noto, ha un breve passato da attore
cinematografico, in anni non lontani, di commedie balneari in cui lui,
genovese e fragile in mezzo a romani corpi statuari, interpretava l’invidiatissimo
fidanzato di Isabella Ferrari e spasimante di Virna Lisi in Sapore di
mare.
Giampiero
Orselli, invece, è l’autore di uno dei testi più venduti delle
ultime stagioni anche se, destino comune ai due vecchi amici, nessuno
probabilmente ne ha mai sentito parlare. Orselli, infatti, scrive i testi
per Sottobanco, una delle agende-libro più vendute in Italia. Ma a
onor del vero è anche autore di un libro vero e proprio, dal titolo Helter
Skelter , edito da ItalPapers e disponibile nelle maggiori librerie.
Due
personaggi strambi, quindi, viaggiatori surreali ma attentissimi che
fissano il mondo con parole o immagini, con colore o con luce, viaggiando
o non viaggiando.
P.S.
(ad uso del lettore)
Due
donne sedute su vecchi gradini. Alle spalle un muro cadente ed una
ringhiera arrugginita. Hanno entrambe tratti meridionali e vestiti
leggeri, forse sono sudamericane. Probabilmente sono madre e figlia e
probabilmente quelle sono favelas. Ma questo la foto di Ansaldi non lo
dice, fa vedere solo le due donne, sguardo severo verso la telecamera. A
fianco la didascalia di Orselli:
"...stavano
lì sedute a guardare
il
mondo fuori che somigliava sempre più
a
un immenso pescecane andato a male."
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IL
SECOLO XIX -
9 maggio 1999
“Un
immenso pescecane” a Palazzo Spinola
Genova
- “Un immenso pescecane andato a male” è il titolo della mostra di
fotografie in bianco e nero che si inaugura domani alle 17.30 nell’atrio
di Palazzo Doria Spinola, in largo Lanfranco, che rientra nel progetto
“Descrivere il mondo”, ideato dall’assessorato alla cultura della
Provincia, è una combinazione di realtà e fantasia.
La
realtà nasce da una serie di fotografie in bianco e nero che Gianni
Ansaldi ha scattato a Genova e nel mondo (l’immenso pescecane andato a
male), mentre la fantasia deriva dalle narrative che esse suscitano e che
hanno dato vita alle didascalie di Giampiero Orselli. Durante
l’inaugurazione, alla quale interverrà l’assessore alla cultura
Gabriella Airaldi, è prevista l’esibizione di Riccardo Zegna al
pianoforte e del cantautore Max Manfredi. La mostra resterà aperta sino
al 22 maggio, dal lunedì al venerdì tra le 9 e le 18.30, al sabato dalle
9 alle 13. Gianni Ansaldi, genovese, attore e comico, ha sempre coltivato
la passione della fotografia e con le sue immagini ha allestito diverse
mostre itineranti. Giampiero Orselli, genovese anch’egli, laureato in
lettere e giornalismo, ha lavorato per Rai e Mediaset, è autore di
commedie, canzoni, romanzi e sceneggiature cinematografiche. |
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