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Galleria San Lorenzo al Ducale - Genova

BENVENUTI NEL FANTANALOGICO MONDO DEL POSATIVISMO DIALETTICO

La vecchia signora Adalgisa...
Quanto si lamenta quel violoncello...
Intanto cantano i quattro bardi...
Peter caro non desmentegare...
Cinquième case: tu dois prendre...
Mademoiselle Grétel (ah ses bises!)...
A la guerre comme à la mer
Dimanche au cabaret Voltaire...
Con un rutto Zeus digerì il padre suo...
Terza casella. Chi qui capita ha da entrar di testa...
Vit vit! Tu doit etre retournè...
Cherchez la montre de Zagreus
O bilaureato vate,...
La clé c'est derriere le chat

BIGLIETTI SIGNIFICATIVI TRA LE MANI DI ANSALDI

Un originale campionario di evocazioni, che incontrano ampio spettro della letteratura, da Cecco Angiolieri a Tristan Tzara, in un ordinato guazzabuglio di immagini e parole.

Mani che sullo sfondo di scorci di città sorreggono biglietti, appunti, citazioni: non si vede anima viva, organismo vivente sono le dita, in bianco e nero, contro il colore del paesaggio urbano, il silenzio. Qui discorrono gli aforismi dell'autore, per lo più ermetici. Né sfuggono i significati ma emergono nel testo di ciascuna immagine in tanto di personaggi e riferimenti. Ciascuna immagine offre squarci in cui organizzare la lettura: nella poesia, in duplice piano, un gioco di memoria, suggestione, che Ansaldi propone, senza disporre. Allo spettatore la libertà di giocare.

(Stefano Bigazzi, giornalista)

 

Ancora una volta il rapporto immagine-parola privilegia, con le sue reciprocità di senso, l'articolarsi di una sorta di sceno-pittura che richiede al destinatario, com'è nel caso delle opere di Gianni Ansaldi esposte alla Galleria San Lorenzo nell'atrio di Palazzo Ducale, una collaborazione particolare: quella della partecipazione cosciente alla "carrellata vertiginosa di evocazioni culturali". Pur essendo le proposte della Poesia Visiva e, in generale, le esperienze condotte fra immagini e parole sui più avanzati canali comunicativi datate attorno agli anni '60/'80, le invenzioni poetiche e fotografiche di Ansaldi rivelano, nell'attuale coro assordante dell'informazione mass-mediatica, un modo inedito di significazione metaforica e simbolica, attestandosi esse in uno spazio che aggiunge, alle connotazioni tradizionali, un territorio espressivo nuovo, tutto da esplorare, anche perché introduce, fra le componenti figurali e quelle verbali, la consistenza materiale della rivelazione surreale.

(Germano Beringheli, critico d'arte)

 

Una corsa mozzafiato su un ottovolante lanciato attraverso la cultura di un intero secolo. Questa, più o meno, è la sensazione che dà una visita (virtuale o reale) attraverso le opere di Gianni Ansaldi riunite sotto (e sopra) il termine di Posativismo Dialettico.

Una serie di immagini, realizzate con stampa digitale su una base di pittura acrilica, a corredo delle invenzioni poetiche dello stesso autore. Le parole attecchiscono alle immagini come incontrollabili graffiti metropolitani, e danno vita a una carrellata vertiginosa di evocazioni culturali a perdita d’occhio. Dante, Bretòn, Nietzsche, Pirandello, Warhol, Bukowsky, Ferlinghetti, Montale e chissà chi altro, si incontrano in un labirinto di specchi che ne riflette le immagini in un gioco sempre nuovo e sorprendente di rimandi linguistici e poetici.

Il risultato è un caleidoscopio verbale-visivo che lascia stordito chiunque sia in grado di riconoscere le fonti cui le immagini e le parole alludono, ma ancor più chi non ha nè vuole avere riferimenti culturali e cerca nuovi territori da esplorare.

(Giampiero Orselli, scrittore)