BENVENUTI
NEL FANTANALOGICO MONDO DEL POSATIVISMO DIALETTICO
BIGLIETTI
SIGNIFICATIVI TRA LE MANI DI ANSALDI
Un
originale campionario di evocazioni, che incontrano ampio spettro
della letteratura, da Cecco Angiolieri a Tristan Tzara, in un
ordinato guazzabuglio di immagini e parole.
Mani
che sullo sfondo di scorci di città sorreggono biglietti,
appunti, citazioni: non si vede anima viva, organismo vivente sono
le dita, in bianco e nero, contro il colore del paesaggio urbano,
il silenzio. Qui discorrono gli aforismi dell'autore, per lo più
ermetici. Né sfuggono i significati ma emergono nel testo di
ciascuna immagine in tanto di personaggi e riferimenti. Ciascuna
immagine offre squarci in cui organizzare la lettura: nella
poesia, in duplice piano, un gioco di memoria, suggestione, che
Ansaldi propone, senza disporre. Allo spettatore la libertà di
giocare.
(Stefano
Bigazzi, giornalista)
Ancora
una volta il rapporto immagine-parola privilegia, con le sue
reciprocità di senso, l'articolarsi di una sorta di sceno-pittura
che richiede al destinatario, com'è nel caso delle opere di
Gianni Ansaldi esposte alla Galleria San Lorenzo nell'atrio di
Palazzo Ducale, una collaborazione particolare: quella della
partecipazione cosciente alla "carrellata vertiginosa di
evocazioni culturali". Pur essendo le proposte della Poesia
Visiva e, in generale, le esperienze condotte fra immagini e
parole sui più avanzati canali comunicativi datate attorno agli
anni '60/'80, le invenzioni poetiche e fotografiche di Ansaldi
rivelano, nell'attuale coro assordante dell'informazione
mass-mediatica, un modo inedito di significazione metaforica e
simbolica, attestandosi esse in uno spazio che aggiunge, alle
connotazioni tradizionali, un territorio espressivo nuovo, tutto
da esplorare, anche perché introduce, fra le componenti figurali
e quelle verbali, la consistenza materiale della rivelazione
surreale.
(Germano
Beringheli, critico d'arte)
Una
corsa mozzafiato su un ottovolante lanciato attraverso la cultura
di un intero secolo. Questa, più o meno, è la sensazione che dà
una visita (virtuale o reale) attraverso le opere di Gianni
Ansaldi riunite sotto (e sopra) il termine di Posativismo
Dialettico.
Una
serie di immagini, realizzate con stampa digitale su una base di
pittura acrilica, a corredo delle invenzioni poetiche dello stesso
autore. Le parole attecchiscono alle immagini come incontrollabili
graffiti metropolitani, e danno vita a una carrellata vertiginosa
di evocazioni culturali a perdita d’occhio. Dante, Bretòn,
Nietzsche, Pirandello, Warhol, Bukowsky, Ferlinghetti, Montale e
chissà chi altro, si incontrano in un labirinto di specchi che ne
riflette le immagini in un gioco sempre nuovo e sorprendente di
rimandi linguistici e poetici.
Il
risultato è un caleidoscopio verbale-visivo che lascia stordito
chiunque sia in grado di riconoscere le fonti cui le immagini e le
parole alludono, ma ancor più chi non ha nè vuole avere
riferimenti culturali e cerca nuovi territori da esplorare.