Ancora
una volta il rapporto immagine-parola privilegia, con le sue
reciprocità di senso, l'articolarsi di una sorta di sceno-pittura
che richiede al destinatario, com'è nel caso delle opere di
Gianni Ansaldi esposte alla Galleria San Lorenzo nell'atrio di
Palazzo Ducale, una collaborazione particolare: quella della
partecipazione cosciente alla "carrellata vertiginosa di
evocazioni culturali". Pur essendo le proposte della Poesia
Visiva e, in generale, le esperienze condotte fra immagini e
parole sui più avanzati canali comunicativi datate attorno agli
anni '60/'80, le invenzioni poetiche e fotografiche di Ansaldi
rivelano, nell'attuale coro assordante dell'informazione
mass-mediatica, un modo inedito di significazione metaforica e
simbolica, attestandosi esse in uno spazio che aggiunge, alle
connotazioni tradizionali, un territorio espressivo nuovo, tutto
da esplorare, anche perché introduce, fra le componenti figurali
e quelle verbali, la consistenza materiale della rivelazione
surreale.
(Germano
Beringheli, critico d'arte)